La vera partita tra il Cav. e Murdoch

Nella controversia mediatica fra Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch i duellanti stanno per il momento sparando a salve. Ma all’orizzonte si caricano i cannoni. Il presidente del Consiglio, parlando proprio a Sky Tg 24, si è augurato che dietro agli attacchi del Times sulla sua vita privata non ci sia la mano di Murdoch, anche se “l’apparenza è questa”. In mattinata il premier ha anche detto al programma “Mattino 5” che “con l’episodio dell’Iva su Sky si è creata una frattura con Murdoch”.
4 GIU 09
Ultimo aggiornamento: 20:48 | 14 AGO 20
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Sulla sponda Mediaset si respira un’aria diversa: con tre milioni di tessere per il digitale e i contratti di Warner e Universal abilmente strappati a Sky, il gruppo del Cav. è in netta ascesa e cerca di insidiare l’avversario. Per farlo occorre ristabilire la parità fra emittenti in chiaro (Mediaset e Rai innanzitutto) e pay tv: il primo passo è stato riportare l’Iva al tasso stabilito dalla Ue, il secondo è modificare gli accordi sui segnali, e su questo la trattativa fra Rai e Sky non è partita con il piede giusto.
Nel frattempo il network di Murdoch sta punzecchiando il Cav., lo provoca per tenere alta la tensione e magari anche per esorcizzare qualche pensiero fosco. L’ultima trovata di Sky è “Il leone del deserto”, un film sulla resistenza libica all’esercito italiano che verrà mandato in onda su Sky mercoledì prossimo, proprio mentre il leader libico Gheddafi si accamperà con la sua tenda a Villa Doria. La pellicola canta le gesta di Omar al Mukhtar – interpretato da Anthony Quinn – eroe della resistenza e ispiratore del colonnello, impegnato in una battaglia di libertà contro le truppe italiane. Gli storici sono concordi nel ritenere attendibile la ricostruzione del regista siro-americano Moustapha Akkad, ma la storia della pellicola, realizzata nel 1981, è un mistero all’italiana. All’uscita del film nessun distributore italiano lo ha acquistato e nel corso degli anni è stato bollato come offensivo dell’onorabilità della patria. Il risultato è che in Italia “Il leone del deserto” non è mai stato trasmesso. Molto si deve al fatto che il film è stato finanziato in gran parte da Gheddafi e in Libia viene usato come strumento di propaganda. Sky ha deciso di trasmetterlo per onorare un “importante documento storico”, ma forse anche con una dose di malizia anti Cav.
Meno di un mese fa l’ad di Sky Italia, Tom Mockridge, ha dato disposizione di programmare il film per il giorno in cui Gheddafi sarebbe arrivato a Roma. Inizialmente voleva inserire il film sul canale Sky Cinema 1, ma alla fine Sky procederà al passaggio del film mercoledì prossimo con la sola modifica del canale: Sky Classics, una collocazione che mitiga gli intenti provocatori della manovra. Questo non è il solo frangente in cui Sky gioca con la sua linea aziendale per sfruculiare il premier e far parlare di sé: il film “Shooting Silvio” ha fatto discutere e ha dato un’impennata agli ascolti del canale Sky Mania, mentre il 15 giugno Current Tv, il canale di Al Gore, trasmetterà il documentario “Citizen Berlusconi”. Si tratta del prodotto di un canale terzo, ma una fonte interna a Sky spiega al Foglio che “i palinsesti vengono sempre discussi con l’editore della piattaforma”. Questi sono soltanto gli schizzi preparatori di un’opera che sarà conclusa – come spesso accade in Italia – su un campo da calcio.